[Avventura del PBF] "UNA GIORNATA MOVIMENTATA"

La prima, nuova ambientazione d20 creata interamente in Italia!

[Avventura del PBF] "UNA GIORNATA MOVIMENTATA"

Messaggioda Lucio Borgia » mer mag 03, 2006 1:25 pm

<font size="3"><center><b>- La Compagnia dei Quattro Venti -</b></center></font id="size3">

Chiamata così per le lontane e disparate origini dei suoi membri, la compagnia di avventurieri risiede ormai da qualche tempo nella città-stato di <b>Ledèm</b>, in cerca di emozioni e fortuna. Ancora sconosciuta (ma decisa a farsi una reputazione, e ad entrare per merito nella Gilda degli Avventurieri), questa brigata di eroi si appresta (ignara) a vivere la sua prima avventura.

<center><b>Gabe Mulloch</b> (1° livello)
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<b>Razza:</b> Umano tanassi
<b>Classe:</b> Guerriero
<b>Assi nella manica:</b> 1 ad avventura
<b>Esperienze:</b> Mischia, Sopravvivenza</center>
Gabe Mulloch è un mercenario umano del Regno di Mailan, una nazione di temprati guerrieri. Figlio illegittimo di un aristocratico, ha dovuto imparare fin da giovane a cavarsela da solo, conquistando ben presto la reputazione di consumato provocatore e rissaiolo. Gabe è irruento e passionale (come molti uomini di Mailan), attratto dal denaro (sebbene non avido) e terribilmente superstizioso. Il suo sorriso beffardo e la sua abilità con la spada bastarda l'hanno tratto d'impiccio in più di una occasione, così come la sua salute soprannaturale. Gabe ignora completamente la reale natura dell'eredità tramandatagli dal padre, ma ha imparato a conoscere le sorprendenti facoltà di recupero del suo corpo, che sembra riprendersi facilmente dalla fatica e dalle ferite.
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<center><b>Fratello Odjx</b> (1° livello)
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<b>Razza:</b> Umano tanassi
<b>Classe:</b> Chierico di Jela-Mirg
<b>Assi nella manica:</b> 1 ad avventura
<b>Esperienze:</b> Magia divina (Guarigione), Conoscenze monastiche</center>
Odjx è originario delle Piane di Moldrinn, una pacifica contrada di allevatori e contadini. Fin da giovane, la sua vocazione al sacerdozio lo ha avvicinato al culto benevolo della dea Jela-Mirg, patrona della natura, della crescita e dei nucli familiari; difatti, egli fu accolto in un monastero della Madre dei Giorni a Venire (uno dei numerosi appellativi della dea) all'età di undici anni, dopo aver perso entrambi i genitori in un incidente con un montone imbizzarrito. Corpulento e di animo buono, è sempre pronto a dispensare ottimi consigli agli altri (anche quando non sono richiesti). I suoi eccessi nel bere e nel mangiare sono gli unici vizi che l'uomo si concede (nemmeno troppo raramente, come testimonia il suo aspetto "abbondante").
<center>___________________________</center>

<center><b>Jers'ay il "Cambione"</b> (1° livello)
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<b>Razza:</b> Halfling fatato
<b>Classe:</b> Ardito
<b>Assi nella manica:</b> 1 ad avventura
<b>Esperienze:</b> Parlantina, Furtività</center>
Jers'ay è arrivato a Ledèm con una carovana di giocolieri halfling. Le suo origini sono radicate nella misteriosa terra di Beltaermia, un paese di fate e folletti, ricco di magia ed avventure. Quando era piccolo, i suoi amici lo soprannominarono "Cambione", per via dell'aspetto delicato e dei penetranti occhi violetti. Stando alle leggende, i cambioni sarebbero figli del Piccolo Popolo, bambini sostituiti alla nascita a quelli delle famiglie comuni per motivi del tutto ignoti, folletti nascosti in mezzo alle persone ordinarie. Nessuno può dire con esattezza se questo pettegolezzo sia vero, resta il fatto però che Jers'ay sia un tipo speciale, capace di far parlare anche il più ostinato dei nani e terribilmente abile nell'arte della bugia.
<center>___________________________</center>

<center><b>Sherocca</b> (1° livello)
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<b>Razza:</b> Mezzelfa
<b>Classe:</b> Stregona
<b>Assi nella manica:</b> 1 ad avventura
<b>Esperienze:</b> Magia arcana (Divinazione), Legame con il Famiglio</center>
Il padre di Sherocca era uno schiavista pef'drenn, invaghitosi di un'elfa sua prigioniera. La madre morì nel dare alla luce la piccola, che fin dall'adolescenza mostrò di aver ereditato inquietanti poteri da veggente. Per evitare di accollarsi una figlia indesiderata e foriera di sventure, il padre di Sherocca preferì quindi vendere la piccola ad una losca compagnia di schiavisti di Ledèm. Una guarnigione di sentinelle dei mari però, da tempo sulle tracce dei criminali, riuscì a liberare i prigionieri prima che questi fossero fatti entrare di nascosto in città. Da allora, Sherocca ha conquistato la propria indipendenza, guadagnandosi da vivere come indovina. Taciturna e schiva, la mezzelfa dalla pelle scura parla solo per enigmi, usando una voca fluente e bassa.
Il suo famiglio corvo, Zampaccia, non si allontana mai troppo da lei.
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Messaggioda Lucio Borgia » gio mag 04, 2006 8:56 pm

<center><font size="3"><b>- Ledèm -</b></font id="size3"></center>

Chi si aggira per i vicoli di Ledèm non può fare a meno di chiedersi come sia stato possibile erigere una città simile, capace di sfidare le leggi dell’architettura e della fisica: palazzi con grandi portoni che si aprono a metri di altezza dal suolo, torri curve e asimmetriche, piazze la cui superficie è occupata da ampi vasconi invasi dalle acque si susseguono lungo vicoli, viali e scalinate intrecciati in un dedalo di percorsi improbabili e apparentemente irrazionali. I misteri della <b>Perla della Lega</b>, peraltro, non si limitano a queste stranezze; la stessa aria salmastra che si respira per le strade porta con sé gli odori di un’epoca remota, un’epoca d’arte e pace che non esiste più: pietre squadrate che paiono insignificanti si rivelano essere frammenti d’antichi mosaici, mentre i cocci di anfore incrostate di conchiglie mostrano i fregi di un’arte lontana, risalente ai giorni in cui quei lidi erano sotto l’egida degli <b>elfi marini</b>. A giudicare dalla struttura delle costruzioni sopravvissute allo scorrere del tempo, quando vennero gettate le fondamenta dell’insediamento la maggioranza degli edifici doveva trovarsi al di sotto del livello del mare, mentre solo una parte di essi risaliva dal fondale verso le coste e sorgeva sulla terraferma; la città rappresentava un luogo d’incontro fra le creature della superficie e quelle del mondo sommerso, permettendo un contatto pacifico tra universi affascinanti l’uno per l’altro.
La Ledèm di oggi è solo un’ombra di quella città mitica. Nel corso dei secoli – complice la prepotente urbanizzazione operata dagli umani – le acque che lambivano le sue spiagge si sono ritirate per centinaia di metri ed è rimasto un unico quartiere sommerso, frequentato esclusivamente dalle creature in grado di respirare sotto la superficie. Il resto della metropoli rimane senza dubbio un luogo unico e straordinariamente vitale, ma il degrado e l’avidità ne hanno inquinato l’antica gloria: le baraccopoli dei mendicanti e dei vagabondi sorgono negli anfiteatri millenari, mentre botteghe e banchi di pegno sono stati allestiti accanto ai ruderi delle vetuste dimore nobiliari; il porto pullula di ogni genere di masnadieri: consumati duellanti, bucanieri sanguinari e rudi pescatori affollano le osterie pericolosamente simili a cambuse sul punto di esplodere; stuoli di pirati assetati di rum si trascinano da una taverna all’altra sulle note delle loro scalcinate fisarmoniche; dentisti e segaossa esercitano l’arte medica accanto ai banchi del pesce; mercenari e avventurieri scandagliano i pontili alla ricerca di avvisi e taglie, mentre nerboruti marinai con la pelle bruciata dal sole e dalla salsedine scaricano sui moli le preziose merci delle compagnie mercantili.
Per quanto strano, ancora oggi visitare Ledèm continua a rappresentare un’esperienza emozionante ed indimenticabile per qualsiasi abitante di Cyphelas
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Messaggioda Lucio Borgia » ven mag 05, 2006 12:25 am

<center><font size="3"><b>Scena Prima</b></font id="size3"></center>
<center><font size="3"><b>- Locanda -</b></font id="size3"></center>

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<b><u>Mattino: circa tre ore dopo l'alba</u></b>

La "<b><i>Popolana Formosa</i></b>" è una caratteristica locanda nel quartiere <b>Gioia del Mozzo</b>, situata in uno stretto vicolo lastricato e ingombro per il sartiame steso ad asciugare dalle finestre. Nonostante il vitto e l'alloggio non siano il meglio che la città possa offrire, le tasche di un eroe agli inizi della sua carriera lasciano ben poca scelta. Qualcuno di voi è stato attirato a Ledèm dal desiderio di notorietà, qualcun'altro è giunto qui seguendo le misteriose vie del destino: quel che è certo, è che la città eserciti su tutti voi il suo magico fascino, ammaliandovi come il canto di una sirena. Siete nuovi alle atmosfere della bizzarra metropoli, ma fin da subito avete sentito di essere attratti dai suoi molti misteri, e dalle <b>sconfinate opportunità</b> che essa offre alle persone intraprendenti. Il sole è già sorto da un pezzo, e il modesto salone della locanda è già gremito di avventori: marinai, funzionari doganali, mercenari, barcaioli elfi ed avventurieri come voi. Il locandiere, un uomo dall'aspetto severo e arcigno, è intento a conversare con un anziano pescatore. Nonostante il dialogo sembri assorbirlo molto, di tanto in tanto egli si distrae per lanciare delle occhiate alla moglie, una welzar prosperosa che si occupa di servire la nutrita clientela. Tra gli schiamazzi dei pontili vicini, il rumoreggiare del mare e i versi dei gabbiani, cercate di raccogliere i pensieri attorno al tavolo, e mettere a punto una strategia che porti qualche moneta d'oro nelle vostre borse...
e <i>magari</i> anche il brivido dell'azione.
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Messaggioda Grindall di Targos » ven mag 05, 2006 9:47 am

<b>SHEROCCA</b>

La giovane mezzelfa siede attorno al tavolo insieme ai compagni di viaggio.Non si sente a suo agio in quel luogo:le immagini della prigionia sono ancora vivide nella sua mente,tra gli avventori le sembra di scorgere i volti dei suoi aguzzini.Al solo pensiero il suo esile corpo è scosso da un brivido.Dopo mesi di maltrattamenti e sofferenze era finalmente stata liberata da quei valorosi soldati.Pensava di aver finalmente trovato pace,sperava di poter essere finalmente felice.E invece anche quegli uomini non avevano occhi che per il suo corpo.Questo era Sherocca:un pezzo di carne sul quale sfogare le proprie pulsioni,i propri istinti bestiali.Ne donna ne elfa,figlia dei piaceri della carne e non dell'Amore.L'unica cosa che l'aiutava ad andare avanti era il "Dono",la capacità di guardare oltre il velo del Tempo.Le carte tremavano al gesto della sua mano e lei poteva leggerne i segni,che risultavano incomprensibili ai più.Ora più che mai aveva bisogno del loro consiglio,del loro conforto.Aveva finalmente trovato amici sinceri o almeno così le pareva.Aveva finalmente trovato uomini che non vedevano in lei una procace concubina.Aveva finalmente trovato...un pò di serenità...forse...

I Tarocchi scivolano dalle mani di Sherocca e si dispongono ordinatamente sul tavolo.Sembrano muoversi di propria volontà.La giovane strega li fissa in silenzio.Non sente più il baccano della taverna affollata,la sua concentrazione è grande.

<i>"...il Mondo..."</i> - sussurra Sherocca - <i>"Dovrò imparare a conoscerli meglio.Tu che ne pensi Zampaccia?"</i>

E così dicendo la giovane mezzelfa accarezza dolcemente le ali del piccolo corvo suo fedele compagno.

Mattia Davolio
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Messaggioda Ares » ven mag 05, 2006 10:20 am

<font size="2"><b>ODJX </b></font id="size2">


<font size="1"></font id="size1">Il corpulento uomo di fede tentava di sistemarsi meglio sulla sedia guardandosi intorno. Sperava di riuscire a incrociare lo sguardo di un'inserviente e di segnalargli discretamente la sua volontà di assaggiare un'altra birra (dopotutto ne aveva bevute solo un paio, in più rispetto agli altri). L'ultima cosa che voleva era che qualcuno scambiasse un rispettabile figlio della Grande Madre per un gozzovigliere da taverna. La sua frustrazione stava per raggiungere limiti nuovi, dato che nessuna delle ragazze sembrava volersi voltare dalla sua parte. Tornando a guardare i suoi nuovi compagni il suo sguardo si fermò sulla giovane mezzelfa. Non potè fare a meno di notare la malinconia che rabbuiava i suoi splendidi lineamenti e, anche se non conosceva bene la sua storia, aveva da subito capito che quella povera ragazza aveva subito dalla vita molto più di quanto un uomo comune potesse sopportare. Dopo aver congelato con lo sguardo un avventore che tentava non visto di palparla da dietro, il sacerdote si rivolse alla giovane con tono paterno: "Credi che possano darti TUTTE le risposte di cui hai bisogno?" e diede un'occhiata alle carte allineate in bell'ordine d'avanti Sherocca.
"Cosa ti rende così buia, piccola donna?"
Dentro di se sentiva che avrebbe potuto fare qualcosa per aiutarla... Ma forse non oggi.
Oggi doveva aiutare QUALCUN'ALTRO. Quindi , senza voltarsi platealmente, diete un colpetto sul dorso della manina del giovane halfling. Manina che si stava allungando verso la procace sguattera che serviva il tavolo di fianco al loro. Manina che sembrava indecisa tra il posteriore invero molto bello della cameriera o la sua borsa con i soldi per i resti.
Con gli occhi socchiusi e scuotendo leggermente la testona si espresse in un solenne: "Tsk,tsk,tsk..."
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Messaggioda Beltigan » ven mag 05, 2006 12:55 pm

<b>GABE</b>

Sedendo attorno al tavolo insieme ai suoi nuovi compagni di avventure, Gabe sorride soddisfatto arricciando beffardamente il labbro superiore. Già da quando aveva varcato le porte della città, la Perla della Lega gli sembrava proprio che si adattasse bene al suo stile di vita: strade affollate, taverne e osterie chiassose, porti gremiti di gente indaffarata. Questo poteva essere il luogo giusto per trovare un bel lavoretto.
Pensando ciò, Gabe mette mano al suo borsellino semi vuoto, storcendo la bocca in segno di disapprovazione quando ne assaggia il peso.
“Speriamo di trovare un incarico che possa rimpinguare le mie povere tasche”.
E dicendo ciò il guerriero di Mailan si guarda attorno, osservando bene gli avventori della locanda in cerca di un particolare che potesse interessarlo. Quei marinai ubriachi non facevano al caso suo, e nemmeno quei vecchi pescatori al bancone intenti a ordinare altra birra, per non parlare dei mercenari dal volto truce seduti attorno ad un tavolo nell’angolo; guardandoli Gabe, come d’istinto, mette mano all’elsa della spada, ritraendola poi altrettanto inconsciamente quando il suo sguardo volge altrove, andando ad appuntarsi su quella welzar prosperosa che gira fra i tavoli servendo i clienti.
Interessante…
La procace cameriera lo attirava, sentiva ribollire il sangue dentro sé quando la osservava.
Meglio distrarsi.
Il suo sguardo torna dunque a concentrarsi sui compagni, seduti con lui attorno al tavolo, sbuffando quando vede le carte in mano a Sherocca e borbottando qualcosa come “roba inutile…”.
“Allora, avete in mente qualcosa per trovare un impiego? Possiamo andare a chiedere al locandiere per… no forse è meglio di no. Forse quei due mercanti laggiù? O magari dare un’occhiata alle bacheche?”.
La procace cameriera intanto era passata accanto a loro e Gabe aveva sentito il suo profumo inebriare i sensi già alterati dalle due precedenti birre.
“Intanto che decidiamo io vado a ordinare un’altra birra”
E così dicendo si alza per incamminarsi verso la popolana formosa con un sorriso beffardo stampato sul volto.
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Messaggioda Lucio Borgia » ven mag 05, 2006 1:34 pm

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La donna si muove controvoglia tra i tavoli, dispensando piatti di stufato e boccali di terracotta schiumanti. Dopo aver servito una coppia di commercianti, intenti a commentare la buona riuscita di un affare in porto, si avvicina al vostro tavolo, alzando un sopracciglio nel vedere quanto appariate male assortiti. Il suo sguardo passa da Gabe, sul quale si sofferma abbastanza, a Sherocca e le sue carte, per scivolare accigliandosi sul giovane halfling. Fortunatamente, la maldisposizione iniziale della donna si mitiga nel momento in cui ella scorge il sacerdote. Con un semplice gesto di reverenza, la welzar china il capo salutando Odjx.

<i>"Buongiorno, Reverendo; non sono riuscita a servirvi prima di adesso, non me ne vogliate. Cosa può portare la locandiera al vostro tavolo per soddisfare fame e sete?"</i>
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Messaggioda Etienne De Crunayere » ven mag 05, 2006 1:50 pm

La mano di Jers'ay si blocca si colpo, il viso fisso ancora sulla donna, mentre gli occhi scivolano verso il Sacerdote che guardandolo dall'alto scuote la testa. Il viso e lo sguardo ancora immobili, la mano, nell'atteggiamento di allungarsi verso la locandiera, si ritrae lentamente verso il corpo, ancora in atteggiamento furtivo dell'Halfling. Passano un paio secondi...

"Ma io volevo soltanto dirle che volevo dell'altra birra..." esplode con la voce di un bambino che sta per piangere, gli occhi lacrimosi verso la Locandiera "IO.. io... l'ho chiamata due volte ed ho anche alzato e agitato la mia mano... ma non mi ha visto... *sniff sniff*"

"Che brutta cosa essere piccoli ..."



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Messaggioda Beltigan » ven mag 05, 2006 2:33 pm

<b>GABE</b>
Vedendo la cameriera avvicinarsi al tavolo torna a sedere con gli altri.
Prima che Odjz prenda la parola, Gabe si frappone con irruenza, sporgendosi verso di lei con la passionalità del suo spirito mailano.
"Buongiorno carissima, vorrei un bel succo, rosso come le tue labbra"
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Messaggioda Lucio Borgia » ven mag 05, 2006 4:10 pm

Anziché ritrarsi per l'indignazione la donna assume un atteggiamento civettuolo, ricambiando le occhiate di desiderio lanciatele dal guerriero, con sguardi carichi di malizia e doppi sensi.

<i>"Posso portarti delle arance spremute con del vino bianco, straniero, ma ti costerà più che un boccale di grog. Altrimenti... </i>

la donna si guarda in giro, lanciado occhiate furtive al bancone per essere sicura che il locandiere la stia guardando

<i>"puoi venire con me in cantina e prendere la riserva speciale...ti assicuro che è meglio di qualsiasi cosa tu abbia provato fin'ora"</i>

Nel dire queste parole, la welzar squadra Gabe da capo a piedi, fissando i muscoli ben strutturati dell'uomo e il suo cipiglio guerresco.
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Messaggioda Beltigan » ven mag 05, 2006 4:26 pm

<b>GABE</b>

Leccandosi le labbra e squadrando la donna prosperosa un fremito parve correre lungo tutto il corpo di Gabe e, sorridendo in modo beffardo, le risponde con una punta di eccitazione nella voce.
"Non mi sono mai piaciute le arance; andiamo a vedere queste riserve speciali in cantina...".
Poi, rivolgendosi ai suoi compagni e strizzando un occhio.
"Si, credo proprio che Ledèm mi piaccia".
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Messaggioda Ares » ven mag 05, 2006 5:55 pm

Guardando per un attimo la giovane, Odjx cerca di rispondere garbatamente per rassicurare la cameriera e assicurarsi un'altro giro di birra ma, inaspettatamente, si ritrova davanti la faccia il muscoloso didietro del Mailaniano. Il suo viso si contrae per la disapprovazione dapprima, poi al sentire lo scambio di battute carico di malizie e sottintesi dei due si colora d'una bella sfumatura vermiglia. Mentre guarda allontanarsi le sue birre con mestizia non può fare a meno di esclamare (forse a voce troppo alta, si rimproverà in seguito): "Signorina, la birra!".
Arrossendo ancora di più per la sua mancanza di contegno, il sacerdote guarda gli altri due tossicchiando.
"Dopotutto - dice - anche il vino andrà bene..."

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Messaggioda Etienne De Crunayere » ven mag 05, 2006 6:33 pm

Lo sguardo languido di Jers'ay muta in un istante in un'espressione annoiata, gli occhi minuti dell'Halfling si puntano contro Odjx. Un sorriso beffardo si accende sul viso del "Cambione" ... "Ecco... Fratello Odjx, se solo mi aveste lasciato prendere la birra...". Con uno scatto, mento in alto, un leggero sorriso e con gli occhi violetti a guardare un punto indistinto della sala (un'espressione furbetta davvero)l'esile figura di Jers'ay afferra a due mani il boccale che ha davanti e comincia a sorseggiare...

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Messaggioda Grindall di Targos » ven mag 05, 2006 7:17 pm

<b>SHEROCCA</b>

Sherocca assiste in silenzio alla scena che si sta svolgendo di fronte ai suoi occhi.Quel Gabe non era tanto diverso da coloro che per anni l'avevano sfruttata.Eppure quel giovanotto non si era mai azzardo ad allungare le mani sul suo seducente corpo."Il Mondo" - pensa fra se e se - "c'è davvero qualcosa di diverso in loro?".

Poi dirige lo sguardo verso il prete:

<i>"Le carte non danno risposte Padre.Le carte indicano una via,sta noi decidere se seguirla o meno.Non fanno forse la stessa cosa gli dei che adorate nei templi?I Loro responsi non sono forsi misteriosi come quelli delle fattucchiere?"</i>

Le carte continuano ad agitarsi sotto le mani di Sherocca e richiamano la sua attenzione.La giovane Strega riporta l'attenzione ai tarocchi ordinatamente disposti sul tavolo.Spalanca gli occhi e ribaltando le pupille segue la sua mano guidata da una forza misteriosa.Ed ecco girarsi un'altra carta...

<i>"...l'Innamorato...Padre!Jer'say!Chi cerca facili piaceri non troverà che spiacevoli fastidi ad attenderlo.Non lasciate che le momentanee passioni trascinino al tradimento."</i>

E detto questo sposta rapidamente lo sguardo verso Gabe,che si sta allontanando verso le cantine insieme alla provocante cameriera.Sherocca lo indica con un cenno del capo,quasi volesse spronare i compagni a seguirlo e...a fermarlo.

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Messaggioda Etienne De Crunayere » ven mag 05, 2006 7:39 pm

<b><font face="Verdana"><font size="2"><font color="navy">JERS'AY</font id="navy"></font id="Verdana"></font id="size2"></b>

Gli occhi dal colore insolito di Jers'ay fanno capolino dal bordo del boccale, "mhmm?" lentamente il recipiente si abbassa fino ad appoggiarsi sul tavolo "Si, sembra che Gabe abbia fatto conquiste..." *occhiolino* "Non è che forse siete gelosa, eh?" e nel fare questa domanda gli occhi violetti diventano due fessure, uno sguardo indagatore, due strali di ametista che sembrano, solo nell'aspetto, voler trapassare la giovane, così come la luce in un prisma quando ne si vogliono osservare i riflessi colorati. "Suvvia, Sherocca, calmati... Gabe sembra uno che sa badare a se stesso" di nuovo un sorso di birra a portare frescura nella gola mai stanca del piccolo Halfling "MA..." il bicchiere viene posato delicatamente sul tavolo "Se hai timore che il nostro amico possa 'alzare troppo il gomito' con le riserve speciali di questa locanda..." *risata di gusto* "... allora è il caso che <i>QUALCUNO</i> vada a vedere come se la cava con 'gli alcolici' ... con permesso..." e così dicendo si alza dalla sedia e comincia a sgattaiolare quatto quatto tra i tavoli.

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